Il Giorno

Intervista del Dott.Goisis sul quotidiano "IL GIORNO"........(giugno 2009)

È un'alternativa all’intervento chirurgico, non richiede l’impianto di protesi, si fa in anestesia locale e si è pressoché subito pronti per ‘sfoggiare’ un seno più... florido. Per questo motivo il nuovo gel all’acido ialuronico sta spopolando e il dottor Mario Goisis, lodigiano, tra i primi ad utilizzarlo in Italia e in Europa, fatica in questi giorni, quando per il caldo le scollature si sono fatte più generose e si è prossimi alla prova costume, a stare dietro alla propria, fittissima, agenda degli interventi nei due studi di Milano (Centro Sant’Ambrogio) e Lodi (Polispecialistica Laudense) e le altri sedi di San Remo, Torino, Asti, Genova, Palermo, Londra. 

Dottor Goisis, chi sono le donne che chiedono un intervento di ‘riempimento’ del seno?

«L’età va dai 20 ai 60 anni. Ma la maggior parte sono donne tra i 30-40, rimaste ‘svuotate’ dopo l’allattamento dei figli».

Ci spiega che cos’è questo prodotto che riempie il seno senza bisogno di protesi?

«Il prodotto si chiama Macrolane Vrf. Si tratta di un gel di acido ialuronico, ottenuto per biosintesi, biocompatibile, che consente il ripristino di volumi importanti. L’acido ialuronico è già contenuto nel nostro corpo e viene poi riassorbito dallo stesso».

Dunque il trattamento ha una durata limitata nel tempo?

«Sì. Sono circa 2 anni. Dopo 12 mesi viene riassorbito circa il 30% del prodotto e si può ripristinare il volume perso».

Come avviene il ‘riempimento’? 

«In anestesia locale viene effettuata una piccola incisione nella parte bassa del seno e dunque, sotto la guida di un ecografo di ultima generazione che ha una precisione millimetrica e che usiamo nel centro polispecialistico di Lodi anche per seguire le gravidanze, viene riempito uno spazio tra la ghiandola mammaria e il muscolo. L’effetto che si ottiene è molto naturale. Anche se il filler può essere utilizzato solo per riempire seni svuotati, avvizziti o per recuperare una taglia o una taglia e mezza in più».

Quanto dura l’intervento?

«Dai 20 minuti ad un’ora. E il giorno dopo si va a lavorare».

Che altre applicazioni ha?

«È utilissimo per rimodellare glutei piatti, per cui le protesi non danno buoni risultati. Si usa inoltre per riempire polpacci, braccia o, nel caso degli uomini, che si rivolgono alla chirurgia estetica nel rapporto di 1 ogni 10 donne, per scolpire i pettorali. Si trattano anche casi di deformità dovute a poliomelite, a traumi».

Le donne che vogliono un seno più grande, comunque, devono ricorrere al silicone?

«Sì. In questo caso eseguo gli interventi in clinica a Milano. Ma per mia etica rifiuto pazienti che richiedono trattamenti non finalizzati ad un reale miglioramento estetico. Un esempio? Avrei detto di no a quella del Grande Fratello che è passata dalla taglia quarta alla sesta. In genere chi ha la sesta il seno lo riduce, anche perché il peso dà problemi alla schiena».

C’è chi esagera?

«Sì. Si tratta di pazienti “dismorfofobici” (affetti da una fobia sulla propria forma fisica, ndr), che si sottopongono a decine di interventi rivolgendosi a medici diversi perché non si vedono perfetti. Io li mando dallo psicologo o dallo psichiatra. È giusto migliorarsi in modo armonico, è sbagliato stravolgere il proprio aspetto fino a deformarsi».

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